Eutanasia e amore: relazione e opposizione?
11 agosto 2009 alle 17:42 | Pubblicato in Vitabruzzo | Lascia un commentoEtichette: bioetica, Concorso Europeo, crisafulli, diritto alla vita, eluana englaro, eutanasia, fine vita, giovani, life happening, mpv, Samek Lodovici, Testamento biologico, vittoria quarenghi
Un altro intervento del L. H. Quarenghi G. Samek Lodovici, dottore di ricerca in filosofia all’Università Cattolica di Milano e docente nei Licei, ha parlato di:”Eutanasia e amore, relazione o opposizione”? Il pensiero del professore può essere ripercorso attraverso alcune domande ideali. Trovate gli appunti integrali della relazione del prof. Samek Lodovici, insieme a tutti gli interventi, nell’area formazione del nostro blog.
Che cosa vuol dire eutanasia?
La parola viene dal greco e significa “buona morte”. In realtà, al di fuori della prospettiva cristiana la morte non è mai buona. Anzi è il segno più drammatico e doloroso della condizione umana. Perciò nella prospettiva libertaria e radicaleggiante di quanti domandano la legalizzazione dell’eutanasia la parola fa parte del vocabolario dell’antilingua. Essa vorrebbe gabellare per cosa buona l’omicidio, così come la sigla Ivg (aborto procurato), vuol far dimenticare lo smembramento di un bambino e l’espressione “clonazione terapeutica” vuol far credere che sia un procedimento terapeutico l’uccisione di molti embrioni generati in provetta. Inizialmente la parola eutanasia veniva utilizzata per indicare l’uccisione di bambini deformi, per malati mentali, e anche degli anziani come tali. In senso più ristretto, che è poi quello che fanno riferimento le leggi, per eutanasia può intendersi “l’uccisione indolore, direttamente voluta e medicalmente attuata in malati ritenuti destinati a una vita irrecuperabilmente inutile e sofferente”.
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Le ragioni del vivere appassionato
11 agosto 2009 alle 17:32 | Pubblicato in Vitabruzzo | 3 commentiEtichette: Abruzzo, Anzani, life happening, mpv, sicilia, vittoria quarenghi
Uno degli interventi del L. H. “Quarenghi” è stato affidato al Dott. Giuseppe Anzani, magistrato, editorialista e poeta. Con i giovani ha parlato delle “ragioni del vivere appassionato”. Trovi il suo intervento nell’area formazione.
“C’è una quantità di esseri che non è, e noi siamo!” parte da qui il sentiero esistenziale alla ricerca delle “ragioni”. Ci siamo e saremmo potuti non esserci, la nostra stessa presenza sembra regolata da un caso fortuito. In questo panorama Anzani fa riferimento a Lucrezio, forse siamo solo una combinazione di atomi andata a buon fine mentre l’intero universo sembra dominato dal caos totale. Si tratta per l’uomo di un disordine ostile che manda l’esistenza alla deriva o peggio che lascia l’esistenza immobile, come una barca dalle vele ammainate, citando una poesia dall’Antologia dello Spoon River. In questo panorama sconsolato Anzani si fa compagno di strada di Leopardi e del suo pessimismo cosmico. Ma “il fatto che possa conoscere il caos, è già cosmos. Se l’uomo sa di sapere, se c’è una riflessione, intelligenza, il mondo è cosmico, non caotico”. Proprio nell’ordine (cosmos) che regola la bellezza si può rintracciare la radice delle “ragioni” del vivere.
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